Summer Camp in Cina: il nuovo trend del 2019 per i ragazzi tra i 13 e 17 anni

Quanti film americani vi vengono in mente se vi parlo di “summer camp”?

Tanti immagino, dal film Disney “Il cowboy con il velo da sposa” del 1961, di cui sono stati realizzati anche numerosi remake, alla serie tv “Summer camp” del 2015. Per non parlare poi delle vignette di Charles M. Shulz, che, tra i vari leitmotiv, illustrano la partenza di Charlie Brown e della sua gag al termine di ogni anno scolastico per il campo estivo con il classico “torpedone”.

Summer Camp Cina

Di esempi come questi se ne potrebbero trovare a centinaia e questo non perché si tratti di un topos narrativo tipicamente americano, ma perché americana è la paternità dei summer camp. Nati alla fine dell’800 per soli ragazzi e ampliati poi agli inizi del ‘900 anche alle ragazze, hanno costituito, in particolare per gli Stati Uniti e il Canada, i capisaldi della formazione in termini di soft skills. Mi riferisco a tutte quelle competenze trasversali che si acquisiscono lontano dai banchi di scuola e soprattutto lontano da casa, dalla “comfort zone”, per cui i ragazzi sono portati a ricorrere necessariamente alle proprie capacità per affrontare qualsiasi situazione.

È così quindi che si costruiscono autostima, capacità di problem solving e autonomia. Inoltre, stando in gruppo e condividendo il tutto con gli altri, dal pasto alla camera alle esperienze, si pongono le basi per il team building e per la costruzione della leadership, una life skill fondamentale per il mondo di oggi. Tutto questo avviene poi all’aria aperta, a contatto con la natura, meglio ancora se in posti nuovi tutti da scoprire o in altri paesi in cui poter approfondire anche la conoscenza di un’altra lingua e cultura. La formula del summer camp è quindi in America più che consolidata, dal momento che, rispetto all’Italia, i lavoratori possono godere di un numero inferiore di ferie mentre il numero delle madri lavoratrici è sempre più alto.

Ma, oltre a quella che è una soluzione logistica indispensabile per i genitori al termine delle attività scolastiche, è diventata soprattutto un’importante occasione formativa per i ragazzi. Tant’è vero che questa prassi è diventata sempre più comune anche oltre Oceano ed oggi è possibile trovare summer camp in tutto il mondo globalizzato, quindi anche in Europa, in Cina e in Australia. Esistono poi campi estivi per le varie fasce d’età e per tutte le esigenze, esistono ad esempio anche dei summer camp monotematici, da quelli linguistici e musicali a quelli scientifici e artistici.

Anche la durata può variare, da un minimo di una settimana a un massimo di 6 settimane, ma comune a tutti i summer camp è la centralità del ragazzo, seguito in ogni momento da tutor qualificati, presenti 24 ore su 24, dall’accoglienza alla partenza. Inoltre, tutti i campi sono muniti di un presidio medico e di veicoli adatti ad ogni evenienza e necessità. Le strutture sono realizzate secondo la massima sicurezza e comprendono tutti i comfort, garantiscono una sana alimentazione e chiaramente un occhio di riguardo all’igiene e alla pulizia. Non mancano poi le attività ludiche, sportive e ricreative di ogni genere per valorizzare al meglio il soggiorno dei ragazzi, una vacanza all’insegna del divertimento, della socializzazione, della scoperta di sé stessi e di nuove esperienze.

Del resto, cos’è questa se non l’applicazione pratica del “learning by doing” di John Dewey, pedagogista d’avanguardia fondatore della scuola attiva. Ma se i pionieri del summer camp sono americani, i nuovi fautori della vacanza formativa appartengono ora all’Oriente.

La Cina infatti, con il suo inarrestabile sviluppo, oltre ad aver trasformato le sue cittadine in metropoli ultra tecnologiche e all’avanguardia, è in grado di offrire anche una vasta scelta di summer camp, all’insegna della sicurezza, del comfort e del progresso.

I ragazzi potranno così visitare le principali città e attrazioni della Cina, potranno vivere sulla propria pelle le varie sfumature di una nuova cultura e di una diversa civiltà e potranno inoltre approfondire l’inglese, che è una lingua ormai internazionale, parlata benissimo dai cinesi. Scegliere un summer camp in Cina vuol dire trascorrere un’estate indimenticabile, vivere un’occasione unica e avere un assaggio, a soli 17 anni, di quella fetta di mondo, in apparenza così lontana e così diversa dalla nostra, ma in realtà ricchissima di cultura, di tradizioni e di fascino. È certamente un’occasione di crescita, di maturità, di consapevolezza e arricchimento irripetibile, un salto nel futuro, da cui non si può che tornare con una valigia piena di nuovi valori, nuove esperienze, nuovi sogni.

Anthea Claps

Anthea Claps

Laureata in Filologia classica presso l'Università Federico II di Napoli, ha una grande passione per l'arte, la musica e i viaggi. Animata da insaziabile curiosità, sostiene l'importanza della cultura e del "never stop training".

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