Il Parco degli Animali di Shanghai: dove incontrare il “grande orso gatto” che veste Yin e Yang

Nel cuore di Shanghai, la frizzante e multiforme metropoli cinese, lontano dal caos e dal brulicare cittadino, alberga un luogo magico e incontaminato, immerso nella natura verdeggiante e armoniosa, l’incantevole parco degli animali. Situato nella nuova area di Pudong, è uno dei parchi zoologici più grandi di tutta la Cina ed è il primo zoo selvatico a livello nazionale, coprendo una superficie di 153 ettari. Nel pieno rispetto e nella tutela delle condizioni di vita, gli animali, selvatici e non, vivono in libertà e immersi nel proprio habitat naturale. Il parco di Shanghai ospita al suo interno oltre 10.000 animali provenienti da tutto il mondo e più di 200 specie rare e protette che dimorano in settori separati. Lo zoo infatti è suddiviso in due grandi aree, una pedonale, in cui i visitatori possono interagire con gli animali a contatto ravvicinato, possono accarezzarli e dar loro del cibo, e un’area invece dedicata agli animali selvatici, percorribile a bordo di un pulmino da cui ammirare in tutta sicurezza tigri asiatiche, rinoceronti bianchi, elefanti, giraffe, zebre e scimmie dorate. Ma l’attrazione principale di questo parco è senza dubbio l’animale simbolo della Cina, il panda gigante.

Panda Cina

Detto anche panda maggiore, questo tenerissimo orsetto dalla folta pelliccia bianca e nera è un mammifero della famiglia Usiridae, originario della Cina centrale e delle regioni montuose del Sichuan. Il suo nome cinese è “grande orso gatto” per la somiglianza con gli orsi nell’aspetto e con i felini nelle zampe a cuscinetto e nelle pupille degli occhi, per cui hanno un’ottima vista, specialmente di notte. A differenza degli orsi, i panda non vanno mai in letargo - sarà perché trascorrono metà delle loro giornate dormendo - sono ottimi nuotatori e scalatori, ma soprattutto non si tratta di feroci predatori, bensì di innocui erbivori. Divoratori di bambù, i panda trascorrono circa 14 ore al giorno masticando germogli, foglie e steli, per un complessivo che va dai 12 ai 38 kg giornalieri, il nutrimento necessario per un peso che arriva fino ai 150 kg. E quando si dice che la natura provvede a tutto, una sorta di sesto dito a mo di pollice sembra fatto a posta per afferrare le preziose canne di bambù, linfa vitale per i panda.

Infatti, è stato proprio l’abbattimento delle foreste a determinare fortemente il rischio di estinzione di questo esemplare unico nel suo genere. Il panda rientra infatti tra le specie protette, tant’è che la Zoological Society of London, in base a criteri di unicità evolutiva e di esiguità della popolazione, considerava il panda gigante fino a pochi anni fa una delle 100 specie di mammiferi a maggiore rischio di estinzione. Non a caso è diventato nel 1961 l’animale simbolo del WWF, come emblema della conservazione attiva della natura. Oggi fortunatamente, in seguito a delle adeguate misure sostenibili e a politiche ambientali, è stato sventato questo rischio, per cui da specie in pericolo è ora considerata “vulnerabile”. Ma, come abbiamo accennato già in precedenza, il panda non è solamente il simbolo della più grande associazione ambientalista nel mondo, è anche uno degli emblemi nazionali della Cina, tant’è che nel 1982 il nostro tenero amico è stato raffigurato sulle monete auree cinesi e vanta una serie a lui dedicata, la cosiddetta serie del “Panda dorato”.

Assoluto protagonista della cultura popolare cinese, è da sempre celebrato nella storia e nelle cerimonie, come simbolo di forza e delicatezza al tempo stesso. Ma sono i colori del suo morbido manto a racchiudere il simbolismo più profondo, lo Yin e lo Yang, il bianco e il nero, l’equilibrio degli opposti, il fondamento della filosofia cinese. Si dice infatti che regalare un ciondolo con la forma di un panda aiuti a bilanciare la vita di una persona, a ritrovare l’armonia tra le energie. Una volta nella Terra di mezzo quindi non si potrà certo fare a meno di far visita a questo bellissimo esemplare, attrazione imperdibile al pari del Palazzo d’Estate o della Città proibita, così come poter osservare da vicino tante altre specie esclusive del continente asiatico.

Il parco degli animali di Shanghai sarà perciò un po' come sfogliare “Il libro della giungla”, un momento di pura evasione, un tuffo tra le bellezze della natura incontaminata e i suoi curiosi abitanti, che conservano tutta la dolcezza e la semplicità che è propria solo del regno animale.
Anthea Claps

Anthea Claps

Laureata in Filologia classica presso l'Università Federico II di Napoli, ha una grande passione per l'arte, la musica e i viaggi. Animata da insaziabile curiosità, sostiene l'importanza della cultura e del "never stop training".

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