Il Confucianesimo, una delle più importanti tradizioni, morali e politiche cinesi

“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Quante volte abbiamo ripetuto questa frase colti da un’improvvisa illuminazione, senza tuttavia ricordare l’autore di un così utile e giudizioso consiglio?

Ma andando a fondo nella nostra memoria, un nome familiare ci appare subito chiaro, legato all’immensa saggezza del suo portatore: Confucio, autore di quelle famose citazioni che spesso utilizziamo per rispondere alle annose domande esistenziali che il nostro animo ci pone. Promotore di un pensiero originale e rivoluzionario per la sua epoca, il Maestro dedicò la propria vita ad individuare quale fosse il modo migliore, per l’uomo, di condurre l’esistenza, dando vita ad una delle più importanti tradizioni filosofiche, morali e politiche della Cina: il Confucianesimo. Anche se la sua vita appare spesso avvolta nella leggenda, è possibile rintracciarne i natali attraverso le informazioni riportate dallo storico Sima Qian nel libro “Memorie storiche”, primo memorabile resoconto di storiografia cinese.

Confucio

Secondo quanto riportato dalle cronache, K'ung Fu Tsù, ossia il maestro Kung, nacque nell’antico Stato di Lu, attuale provincia di Shandong, nel 551 a.C., durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni. Conosciuto in Occidente con il nome di Confucio, dalla forma latina Confucius attribuitagli dai primi missionari gesuiti arrivati in Cina, egli si distinse sin da subito per le sue formidabili qualità intellettuali che gli permisero di diventare maestro di vita per numerosi discepoli. Dedicandosi alla trasmissione del sapere attraverso un’esistenza sobria e moderata, Confucio elaborò una visione della vita basata su un’etica collettiva e individuale che affondava le proprie radici nella giustizia e nella rettitudine, ma anche nell'importanza delle relazioni sociali e delle tradizioni rituali. La rettitudine, Yi, in particolare, rappresentava per il Maestro una delle virtù fondamentali che ciascun individuo aveva l’obbligo di coltivare, aderendo ai precetti e ai doveri derivanti dalla sua posizione sociale, per poter vivere correttamente nella società civile.

Presente nella massima forma nei santi, Gentiluomini immortali, solenni, umili e magnanimi, ma insita in ogni animo umano, fondamentalmente buono, la rettitudine doveva infatti essere raggiunta conducendo una vita virtuosa, coltivando un carattere nobile e praticando i doveri con disinteresse, sincerità e fedeltà. Obiettivo della sua dottrina era ristabilire l'Armonia Celeste, ossia l' Ordine sociale perduto a causa delle continue guerre che minavano la serenità dell’Impero, 
attraverso la definizione di regole comportamentali cui l'uomo doveva necessariamente adeguarsi, al pari di una legge divina. E la natura ne rappresentava il modello di riferimento, poiché dall’Armonia del cosmo, regolata costantemente dal rapporto dialettico tra i principi fondamentali dello Yin e dello Yang, dipendevano l’ordine e il caos sulla terra. Spettava, quindi, all’uomo modellare il suo comportamento in base ai principi della natura, mentre al buon re, wàng, il compito di unificare i diversi piani della vita cosmica, così come testimoniato dall’ideogramma cinese composto da tre linee parallele orizzontali rappresentanti la terra, l’umanità e il cielo, attraversate da una linea verticale, simbolo di unità.

Il Confucianesimo, infatti, non concepiva l’io come un’entità isolata, ma, al contrario, riteneva che l’umanità del singolo trovasse compimento soltanto nelle relazioni con gli altri. Tale idea era perfettamente racchiusa nel concetto di Rén, il cui carattere, formato dal radicale “uomo” e dal segno “due”, simboleggiava appunto l’essenza sociale dell’individuo. Traducibile con i concetti di benevolenza, amore, altruismo o bontà, il termine Rén indicava per Confucio quella virtù posseduta sin dalla nascita da ciascun individuo in forma grezza, perfezionabile nel corso dell’esistenza attraverso la meditazione e fedele dedizione agli Antichi Riti, Li, ossia a quei modelli di comportamento da seguire per relazionarsi con gli altri in modo armonico e leale. Legame morale tra gli uomini, il Rén si manifestava quindi nelle relazioni umane, il cui massimo esempio era costituito dal rapporto tra padre e figlio e rappresentato dalla Pietà Filiale, Xiao, cioè dall’amore e dal rispetto provato dal figlio nei confronti dei suoi genitori, o dei suoi Maestri, punto di partenza di qualsiasi riflessione morale. In questa rigorosa concezione del mondo, la famiglia e lo Stato rivestivano un ruolo fondamentale, così come ancora oggi accade nella Cina moderna, caratterizzata da un elevato e prezioso senso della collettività e della condivisione.

La famiglia, forma primitiva e spontanea di associazione naturale tra gli uomini, rappresentava infatti l’elemento centrale del modello sociale confuciano poiché luogo ideale di formazione ed educazione dell’individuo. Crescere in un ambiente solido moralmente, mostrando il giusto rispetto verso i genitori e gli antenati, significava per Confucio educare l'individuo a essere un buon cittadino, contribuendo all'armonia dello Stato e, di conseguenza, dell’intero cosmo. 
E rispetto, amore e obbedienza filiare dovevano legare il cittadino al re, fu-mu, padre e madre dei sudditi, in uno Stato considerato come una vera e propria grande famiglia dove ciascuno era chiamato a compire il proprio dovere senza perseguire i propri interessi. Fondando le sue dottrine sul rispetto degli antichi e delle tradizioni, Confucio divenne inoltre autore di un metodo di insegnamento illuminato e progressista secondo cui raccogliere l’eredità del passato rappresentava la strada ideale per aprire il cammino del futuro.

“Chi torna per vecchia strada per imparare il nuovo può essere considerato un maestro” scriveva colui che sarebbe diventato nei secoli il Maestro per eccellenza di una tradizione antica e valorosa, fatta di precetti e principi preziosi da apprendere e tramandare per sempre.
Marta Frescura

Marta Frescura

Laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Salerno, si interessa di arte e di cinema, fantasticando tra quadri impressionisti e scene girate tra i mercatini di Notting Hill. Delle tante esperienze all’estero conserva i colori, i profumi e una valigia piena di emozioni e funny quotes, sempre pronta per essere riempita ancora. Sostenitrice del “learning by doing”, crede nell’alto valore della formazione come promotore di sviluppo.

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